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Blogger, scambio merce e Professionalità

by Tbnet 0 Comments

Blogger professionistaPremessa: Hai aperto un travel blog per viaggiare gratis? Hai il lavoro fisso e il blog è un hobby? Non hai nessuna intenzione di farlo diventare qualcosa di professionale?

Benissimo! Continua così, accetta tutti gli inviti che ti arrivano, che sia la pensione Mirella di Cesenatico o la Cantina Sociale del Monte Lupo. Davvero, non stiamo scherzando, tutto quello che arriva è manna che cade dal cielo.

Questo articolo è rivolto a chi si definisce blogger professionista o influencer o comunque chi ne fa un lavoro.

Eccoti i motivi per cui se accetti più del 20% di inviti gratis stai sbagliando e di grosso, anche se ti propongono un viaggio su Marte:

1.

Un fatto risaputo. Quando si è in viaggio invitati si riesce a lavorare meno, ci sono attività da fare, contenuti da inviare, spostamenti continui, connessioni ballerine e pochissima libertà. Insomma, stai lavorando MA non stai lavorando, perché non stai guadagnando. Sottile, ma importante differenza. 

E se hai progetti e scadenze pagate non riesci a seguirle o almeno non riesci a farlo in modo decente quindi anche la tua reputazione ne risente.

2.

Le agenzie di comunicazione o le agenzie stampa si parlano tra loro. Sono piccoli concetti che chiunque dovrebbe sapere, e invece passa inosservato.

Mettiti nei panni dell’agenzia A: Perché dovrei pagarti per il tuo lavoro di produzione foto, video, articoli e chi più ne ha più ne metta quando nei precedenti 5 o più viaggi che hai fatto hai prodotto le stesse cose, ma sei andato in scambio merci con le agenzie B, C, D, E e F?

Ti propongo pure io lo scambio merci, che senso ha pagarti? Come agenzia A faremmo soltanto la figura degli stupidi.

3.

Esistono realtà che nascono dal mondo blogger e sono diventate media agency, lavorano CON e DANNO lavoro agli influencer, ad esempio… noi di TBnet.

Hai presente quanto sia difficile proporre il tuo profilo alle Agenzie del punto 2 e convincerle che sei un professionista e per il lavoro che farai dovrai essere PAGATO?

Sai quante delle suddette agenzie si rivolge a realtà come la nostra dicendo:

“Ma scusate, il preventivo si può abbassare se prendiamo il blogger XXX, è comunque seguito ed è sempre in giro in scambio merci, quello che era il suo compenso lo scontiamo dalla proposta”

Controbattere una semplice affermazione come questa, che peraltro corrisponde a realtà, per noi diventa dura, spendere il tuo nome come professionista diventa durissimo… chiaro?

4.

Ti consideri un professionista e soprattutto consideri il blogging o l’essere influencer una professione?

Allora prova a paragonarlo a qualsiasi altro mestiere: architetto, muratore, elettricista.

Chi di questi fa scambio merce? Prova a proporre a una di queste figure: “Io sono influencer, se mi fai il lavoro gratis, io ti do visibilità”.

Magari qualcuno accetta, ma credimi su 10 lavori si fanno pagare 9,5 volte. Giustamente.

5.

Puoi essere bravo finché vuoi, richiesto a destra e a manca ma se 8 lavori su 10 che fai sono NON pagati e sono in scambio merci, quelli non li puoi chiamare lavori.

E saremo duri ma realisti: qualunque sia il tuo pensiero stai screditando la categoria, stai creando o confermando un modus operandi che non porterà mai a una reale professionalità di tutti.

Nota Bene: Gli estremismi non sono nelle nostre corde, se ti fai un paio di viaggi all’anno in scambio merci nessuno è qui a dirti che fai un errore.

– Lo puoi fare per attività di public relations

– Lo puoi fare per amicizia

– Lo puoi fare per mille e mille motivi

Ma se 8 viaggi su 10 che fai NON sono lavoro pagato quindi ribadiamo NON sono lavoro, qualche pensiero sui punti che abbiamo elencato sopra lo farei, per il nostro futuro e per la nostra professionalità.

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